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Comunità e territori che ce la vogliono fare

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In questi mesi l’Associazione Borghi Autentici d’Italia è alle prese con l’aggiornamento del Manifesto che espone l’insieme delle strategie e dei progetti ritenuti necessari per la ripartenza dei borghi e dell’Italia intera.

A tre anni e sei mesi dall’adozione dell’ultimo Manifesto, il suo rinnovo si è reso necessario per poter offrire ai borghi strumenti efficaci e incisivi in rapporto al contesto nazionale ed internazionale nel quale operano, basandosi sulla riflessione posta dal Dott. Maurizio Capelli, Segretario Generale dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia: “si è avvertita l’esigenza di  aggiornare il Manifesto BAI alla luce dei cambiamenti socio-economici e territoriali conseguenti al prolungamento della crisi sociale ed economica che pervade l’Italia e l’Europa, e quindi definire una cornice strategica attualizzata e basata sulla ripartenza”.

Il processo di aggiornamento ha preso avvio nel mese di  giugno di quest’anno, quando a Pietralunga (PG), nell’ambito della Festa Nazionale BAI, si è cominciato a discutere del nuovo Manifesto alla presenza, tra gli altri, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

Successivamente, nel mese di agosto, nel corso di un work shop interno di Borghi Autentici, organizzato a Scurcola Marsicana (AQ) si sono confrontati i componenti del Consiglio Direttivo, il Comitato Etico, i componenti del Consiglio di Amministrazione di BAI Tour, gli amministratori dei borghi facenti parte del Consorzio Communitas, le Delegazioni Regionali di Asso BAI, i componenti del Comitato di Gestione del Club “Amici dei Borghi Autentici”,  alcuni esperti esterni e i collaboratori del sistema BAI, con l’intento di approfondire le proposte di rinnovo e aggiornamento del Manifesto dei Borghi Autentici.

Come ci ha illustrato il Segretario Generale, questa prima fase, sarà seguita da “un’ulteriore discussione nel Consiglio Direttivo di Asso BAI che si terrà il prossimo 24 ottobre, successivamente da una consultazione scritta di tutti gli associati, per approdare all’ approvazione finale nell’ assemblea generale che si terrà nel mese di marzo 2015”.

Il rinnovo del Manifesto dei Borghi Autentici sarà quindi il risultato di un processo lungo e alla cui scrittura sono chiamati a partecipare tutti gli attori del sistema BAI con l’obiettivo di arrivare alla sua massima condivisione.

L’Associazione Borghi Autentici d’Italia è costituita – come recita lo slogan – da  “Comunità e territori che ce la vogliono fare” e che, aggiungerei, credono nelle proprie capacità e risorse.

Stiamo attraversando un momento di crisi profonda, dove alle difficoltà economiche comuni a tutta l’Europa, in Italia si aggiungono mali che vengono da molto lontano e con radici profonde quali: la corruzione, le disuguaglianze sociali, l’economia sommersa e quella illegale, l’eterno divario Nord – Sud che sembra aumentare sempre di più, una burocrazia che nonostante le tanto decantate leggi di semplificazioni continua ad ammantarsi di barocchismi tesi a scontentare molti e a fare l’interesse dei pochi.

Ma nonostante tutto, Asso BAI sa che l’Italia non è un Paese senza futuro, anzi l’associazione rappresenta proprio l’Italia che ce la vuole fare a risollevarsi e finalmente a ripartire. Borghi Autentici accomuna territori e comunità italiane che non dimenticano mai che siamo il Paese con il più grande patrimonio culturale, naturalistico e paesaggistico, per questo vogliono provare a “sfruttarlo” senza distruggere gli enormi giacimenti di bellezza disseminati sull’intero territorio italiano.

Ma affinchè tutto questo avvenga, sarà necessario elaborare un modello di sviluppo nuovo che tenga conto che ogni azione messa in campo, anche nella più piccola comunità, avrà ripercussioni non solo in altri luoghi, ma anche sulle generazioni future. Ed è per questa ragione che il fulcro del Manifesto è la “costruzione” di comunità sempre più sostenibili, solidali, aperte e consapevoli.

Per questa ragione nel Manifesto si affrontano temi importantissimi quali i giovani e la capacità di rendere i borghi capaci di accoglierli e non di spingerli verso l’esterno; il capitale sociale e come renderlo una risorsa per la crescita; la necessità della partecipazione di ogni singolo cittadino alla vita di comunità; l’efficienza energetica, l’ambiente urbano, il paesaggio inteso come bene comune e la necessità di tutelarlo; le azioni da mettere in campo per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, la gestione energetica sostenibile dei borghi, la mobilità sostenibile, la gestione dei rifiuti, l’agricoltura e l’artigianato, la cultura, il turismo, le comunità ospitali e le comunità di cambiamento, lo sviluppo delle aree interne.

Di questi temi e delle proposte di Borghi Autentici d’Italia proverò a parlarne più dettagliatamente nei prossimi post.

Ma mi chiedo e vi chiedo, per poter far sì che il sistema Italia riparta, senza lasciare nessuno indietro, cosa dovremmo chiedere ai nostri amministratori? E noi singoli cittadini, cosa siamo disposti a fare?

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